Il territorio Sestese è continuamente tartassato dal punto di vista ambientale. La cementificazione di superficie è arrivata a livelli vicini alla saturazione, Monte Morello, poco adatto per costruire case è stato cementificato sotto terra, con conseguenze che molti conoscono (falde acquifere prosciugate, ecc).
La politica attuata dalle varie amministrazioni che si sono susseguite è stata quella di spingere l'espansione edilizia il più possibile, anche se è pur vero che a Sesto aree verdi urbane e giardini pubblici non mancano, ma questa non può essere una attenuante.
E' notizia odierna che un fosse che si trova fra il polo universitario e la pista di Peretola è stato inquinato probabilmente a causa del lavaggio abusivo di qualche cisterna. Una massa oleosa si è riversata nel fosso causando la moria della fauna per un lungo tratto. Si spendesse anche solo la metà della metà delle risorse che vengono impegnate a combattere l'
abuso delle reti p2p (tutela di interessi privati con mezzi pubblici) per la tutela ambientale (interesse pubblico) si otterrebbero sicuramente dei grossi risultati, per tutti.
Altro spunto interessante, corredato da immagini eloquenti, lo possiamo trovare su Sestosguardo
qui.
Per terminare vorrei esprimere la mia speranza (temo vana, vedi inceneritore) che da adesso in poi si pensi più a migliorare la vivibilità di Sesto (per esempio con quelle piste ciclabili che adesso sono solo una teoria) e la tutela ambientale, andando a ripristinare la dove serve quel tocco di "naturale" che ci farebbe ancora pensare di essere un paese della piana, nella piana, e non un quartiere sub-urbano di Firenze.