Sesto (il Sindaco) contro l’innovazione fiorentina

by Sanghino 23. settembre 2009 10:33

Dopo aver ascoltato e riflettuto sull’intervento in Consiglio Comunale di Matteo Renzi mi aspettavo l’intervento del Sindaco di Sesto che i giornali riportano questa mattina. Era piuttosto scontato tenuto conto di quanto fino ad oggi dichiarato più volte. Se devo essere sincero però speravo fortemente che ci fosse un po’ più di apertura e coraggio, invece no e di ciò mi dispiace.

I punti più interessanti dell’intervento oggi riportato riguardano Peretola e la famigerata “Cittadella Viola” ovviamente, ma si parla anche di tramvia. In mezzo a tutti questi discorsi ci sta la politica, e lo si sa quando c’è questa le parole sono sempre interpretabili e manipolabili: in parole povere si cerca il più possibile di rimanere vaghi.

Ma andiamo in ordine. Renzi, dopo aver asserito che tutte e 5 le ipotesi studiate da AdF (la società che gestisce lo scalo fiorentino di Peretola) dichiara di avere pronta una sesta ipotesi sulla quale cercherà, tramite anche la mediazione del Presidente della Provincia Barducci (ex Sindaco di Sesto), di far convergere le Amministrazioni più interessate dalla nuova collocazione della pista (Sesto e Campi Bisenzio). Su questo punto, e se le parole riportate dal quotidiano sono esatte, devo dire che si rasenta il folklorismo. Cercherò di spiegarmi. In prima battuta viene criticata l’anticipazione riservata che Renzi aveva fatto ai colleghi: “una immagine di Google Earth con una riga rossa tracciata e senza nessun documento a corredo”, ne deduco che Gianassi ritenga non giudicabile per scarsità di dati questa ipotesi. Poi però più avanti nell’intervento asserisce anche “Comunque anche su questa ipotesi il nostro sarà un no!”, capite, a prescindere da qualsiasi dato possa essere associato a qualsiasi ipotesi di ricollocamento della pista di Peretola ci sarà sempre e comunque il veto del Comune di Sesto Fiorentino.
E’ adesso però necessario fare un piccolo appunto. Gianassi parla anche di “ampliamento” io ho sempre compreso (o forse ho voluto comprendere … non so) “ricollocamento”, è evidente che sono due cose completamente diverse e su cui nessuno per adesso sembra far chiarezza. E’ assodato che le dimensioni della pista (e di conseguenza degli aeromobili che vi possono atterrare) non devono cambiare, sarebbe tollerabile un piccolo ritocco se ciò garantisse una maggiore sicurezza, ma niente più. Mi chiedo, e vorrei che finalmente ci fosse spiegato per filo e per segno, qual’è il vincolo irrinunciabile che verrebbe meno girando la pista verso una zona poco abitata con evidenti ripercussioni positive in fatto di sicurezza ed inquinamento acustico. Io ancora non l’ho capito, sarò duro io, spiegatemelo come lo fareste ad un bimbo di 10 anni, io cercherò di sforzarmi. Per rispondere a questa domanda di solito viene tirato in ballo il “Parco della Piana” … ora fatemi capire, io a scuola non ero un “geometra”, ma calcolare un’area ci arrivo ancora, nonostante l’età: in un area, ipoteticamente quadrata, la superficie occupata da una strada (la pista), qualsiasi sia il suo orientamento, sarebbe sempre la medesima …. certo se la collochi proprio in mezzo ottieni due parti non comunicanti … boh, chi sa !!!

Poi giungiamo alla “Cittadella Viola”, anche qui sarebbe carino comprendere certe motivazioni che spingono il Sindaco di Firenze ad asserire che proporre un’area privata è una cosa sconveniente (anche dal punto di vista giuridico) mentre il Sindaco di Sesto continua a proporla. O l’uno o l’altro si stanno prendendo gioco della nostra intelligenza … ho il terrore …
Anche in questo caso poi entra in gioco l’irrinunciabilità al Parco della Piana. Io ho la mia idea però in tal proposito e secondo me quello a cui non si può rinunciare non è tanto il parco, ho l’impressione, anche se nessuno mai lo tira in mezzo, che ci sia di mezzo l’inceneritore. Insomma, capite bene, che le cose sono molto ma molto nebulose, è difficile comprendere certe affermazioni e quello che mi duole è che nessuno si prodighi per far capire alla gente le cose.

Tutto questo, tralascio ulteriori considerazioni sul tram, però è solo il contorno di quello che veramente è il problema. Il problema è che l’area metropolitana è divisa in troppe Amministrazioni e ciò comporta una “ingessatura” totale. Interventi su Castello hanno inevitabilmente ripercussioni su Quinto, interventi su Peretola su Osmannoro e Campi, e così via. In maniera piuttosto utopica penso che sarebbe meglio che alcune realtà venissero inglobate nell’Amministrazione fiorentina o per lo meno, se proprio si volesse mantenere certe identità storiche, che vi fosse un entità giuridico-politica di coordinamento e guida, una sorta di “Comunità Economica Metropolitana” alle cui decisioni le varie Amministrazioni dovrebbero sottostare.

Ovviamente ogni commento è ben accetto, prima di tutto se sono mirati a far comprendere meglio a tutti certe situazioni poco chiare.

Addendum
Viste le dichiarazioni dei vari Sindaci prevedo che Firenze troverà il suo sviluppo nella zona sud dove si trovano Pontassieve e Bagno a Ripoli

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Comments (1) -

06/10/2009 16:12:11 #

alois

credo che il questa spaccatatura che si va segnando tra il primo cittadino di firenze e quello di sesto intervengano vari problemi; il primo di carattere politico, renzi è un alieno per il pd toscano, decisamente non allineato al correntone ex ds e molte sue scelte e dichiarazioni vanno spesso ad urtare sia le indicazioni attuali della segreteria, a forte maggioranza ds, sia gli indirizzi già dati dal precedenmte sindaco, decisamente ds.
non è una questione ds contro margherità il problema maggiore, cioè delle due anime che ancora sono molto distanti all'interno del pd, quanto il fatto che renzi pare non tener conto assolutamente di una sorta di eredità politica nella gestione di situazioni ben precise; tramvia in testa.
c'è poi un problema di pesi e di misure, gianassi vuole contare di più all'interno del partito, che lo ha ridimensionato dopo il risultato elettorale; - 19%.
è al secondo mandato e vuole continuare a fare politica ad alto livello quindi deve continuare a mantenere una forte presenza e renzi gliene offre l'occasione sulla questione degli equilibri nell'area metropolitana. è proprio questo che gianassi usa come argomento principale; le scelte non possono calare da firenze verso la piana, ma ci vuole confronto e non solo misurazione di voti e abitanti. bene, giusto, peccato che questa affermazione poi non valga nei confronti di campi quando si parla di inceneritore.
la ciottadella viola a castello è l'ultimo atto, ma ce ne saranno in futuro altri, vedrete, in cui si registra uno scontro tra renzi-fiorentino-non ds e gianassi-sestese-ex ds. intrecciando tutte queste variabili differenziali si comprende come la miscela può diventare esplosiva e servire a gianassi per rimanere sulla ribalta provinciale e far dimenticare i suoi problemi locali, quali la sconfitta elettorale, una lista di sinistra creata da ex ds proprio contro di lui, l'inceneritore e una serie di operazioni locali poco apprezzate ma assai significative; la ginori, il completamento dell'area di doccia, l'integrazione poco riuscita con il polo scientifico, il flop immobiliare degli insediamenti di via pasolini.

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