Osmannoro provincia di Pechino

by Sanghino 14. aprile 2011 23:47

Negli ultimi mesi la mia attività professionale si svolge prevalentemente nell'area industriale dell'Osmannoro. Avevo lavorato qui già nel 2000 e 2001 e già a quei tempi non potevano sfuggirmi quelle quotidiane abitudini della numerosa popolazione cinese che vi abitava/lavorava.
In particolare mi ricordo di un episodio, una mattina un capannone andò a fuoco, non si vedevano fiamme dell'esterno, ma tanto fumo, quello si. Vi giuro che rimasi impressionato dalla quantità di persone che uscirono da porte e finestre di quel capannone. La maggior parte per dileguarsi, probabilmente clandestini, altri per rimanere ad osservare il lavoro dei Vigili del Fuoco.

Ricordo benissimo anche certi "animali" appesi alle recinzioni dei capannoni messi lì ad essiccare, cosa fossero non lo so assolutamente, mi ricordo solamente che emanavano un fetore nauseabondo.

Dopo oltre dieci anni la situazione probabilmente è anche peggiorata. Lo spunto a questa mia riflessione, che non vuole avere certamente nessun tipo di connotato razzista intendiamoci, mi viene dall'articolo letto sul sito dell'Amministrazione Comunale dove vengono illustrati i dettagli di un'operazione per combattere la commercializzazione di merce contraffatta o comunque illegale, E poi, se rammentate, non più tardi di dieci giorni fa c'è stato un intervento mirato alla chiusura di un abusivo centro di preparazione pasti per i lavoratori cinesi.

Ripensando a questi fatti di cronaca ho fatto mente locale su tutti i commenti che mi sono venuti in mente negli ultimi mesi trascorsi in quella zona. Personalmente non ho niente contro il popolo cinese, credo sia un popolo di grandi lavoratori, ma allo stesso tempo mi è difficile tollerare tutta quell'economia sommersa che si traduce in evasione come minimo, ma quasi sempre ci possiamo aggiungere anche la falsificazione e la commercializzazione di merce contraffatta o comunque illegale.
Quasi tutti i giorni della settimana, in una certa strada, sostano dai 4 ai 6 furgoncini stracolmi di frutta e verdura, in pratica un mercatino rionale, non ho la certezza, ma presumo che non sia autorizzato. Tutti i giorni continuano ad arrivare, sul fare dell'ora di pranzo, furgoni adibiti alla distribuzione di pasti pre confezionati. Passando poi a piedi nei pressi delle finestre che danno sull'interno di certi capannoni si può notare di tutto, più che luoghi di lavoro poterbbero tranquillamente essere definiti luoghi di "vita".

Esistono poi dei veri e propri negozi di generi alimentari dove si acquistano merci di provenienza cinese, con confezioni che difficilmente riportano scritte in lingue che siano diverse dagli ideogrammi. Sarebbe curioso sapere se è merce legalmente importata ...

Quello che non avevo notato nell'esperienza precedente all'Osmannoro è la presenza di diversi "Circoli Culturali", veri e propri luoghi di ritrovo con bar, televisioni su canali satellitari rigorosamente in lingua cinese e tantissime slot-machine. Si perchè ho l'impressione che al cinese piaccia il gioco d'azzardo.

Ovviamente tutto ciò non è bello, come non sono belle certe strade, non so ma ho come l'impressione che il cinese medio non abbia un grande senso dell'ecologia.

Giusto, stavo per dimenticare una cosa importante: non sempre, ma molto spesso, in orario scolastico si vedono diversi bambini giocare per quelle strade, magari vicino a dove la madre o il padre, o tutti e due, stanno lavorando. E anche questo non è bello.

Il popolo cinese è molto silenzioso, e molto compatto, generalmente non sono fastidiosi, personalmente devo dire mi piacerebbe che uscissero dal loro "Universo Ristretto" ed iniziassero ad integrarsi maggiormente.

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