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Miglioramento della Qualità dell'aria

by Sanghino 8. May 2009 11:01

Il titolo di questo post ricalca quello che viene definito "uno degli obiettivi" presenti nell'accordo firmato da Provincia di Firenze e Comune di Sesto Fiorentino per la realizzazione dei "Boschi della Piana" (se ne può leggere anche sul sito istituzionale qui).
Continua poi "una zona fortemente urbanizzata come la piana Firenze-Pistoia" ... quindi si crea il parco/bosco per mitigare una già provata dall'inquinamento zona urbana per poi leggere anche che questi interventi ricadono negli accordi per la realizzazione ... dell'inceneritore.
Qualcosa mi sfugge ... da persona semplice mi chiedo: oggi c'è un forte inquinamento per l'elevata urbanizzazione della zona, mitighiamo il tutto con un bel parco in modo da riequilibrare le cose, e poi ... ci faccio l'inceneritore così ritorna tutto inquinato come prima !!! Bello ... ed inutile mi viene da pensare, non voglio dire che saranno tutti soldi buttati e con nessun beneficio per la salute della gente, però ne ho forte la sensazione.
E quindi, a cosa serve tutto ciò ? Chi riesce a spiegarmelo, a me ma anche a tutti quelli che masticano poco di politichese, si perchè non può essere altro che politica mancando completamente il buonsenso, avrà la riconoscenza della collettività.

Fra parentesi, ma si è capito poi che tipo di impianto verrà realizzato ? A dicembre l'amministrazione di Campi ed i Comitati mi sembrava fossero in accordo nel dire che la migliore soluzione, al momento, fosse il TMB (leggete qui per meglio comprendere). Se avete anche altri 5 minuti da dedicare all'informazione leggete anche questo post dove si parla dell'inceneritore di Montale.

Vorrei fare anche una proposta: perchè non vincolare la realizzazione dell'inceneritore ai risultati ottenibili con la raccolta porta-a-porta ?
Cioè, facciamo la raccolta porta-a-porta, su tutto il territorio, vediamo come le cose vanno, ricicliamo VERAMENTE (ne ho sentite troppe di storie per cui in alcuni comuni d'talia dove viene fatta raccolta differenziata e poi i vari sacchi finiscono comunque in discarica o ad impianti di incenerimento) e poi valutiamo se è il caso o meno di mettersi "in giardino" una macchina che di sicuro non sputa fiorellini profumati.

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Comments (3) -

5/20/2009 8:38:25 AM #

nenna

chiedo aiuto a Sanghino, la mia pw è finita in testa all'ultimo commento!

nenna | Reply

5/20/2009 8:38:25 AM #

Sanghino

Ho rimosso il tuo commento (mi dispiace se ci ho messo troppo tempo) ... se vuoi riproporlo.
Grazie e ciao

Sanghino | Reply

5/20/2009 8:38:25 AM #

nenna

Riguardo il tipo di impianto che poi si riduce a che tipo di forno e che tipo di tecnologia per l'abbattimento degli inquinanti in uscita, credo che il 20 di aprile scorso hanno finito per dirci tutto (vedi comunicato accluso)
Il forno è a griglia (come quello di Brescia) e probabilmente anche la parte del lavaggio fumi in realtà sarà "a secco". Questo perchè l'ing. Corti, il tecnico preferito di Gianassi, parla del 25% di residui da stoccare in discarica per l'impianto da farsi a Case Passerini. Infatti questo tipo trattamento fumi residua meno scarti -dal 25 al 35% di resti dal forno e dai filtri-, mentre l'abbattimento "a umido" degli inquinanti (più costoso e più efficace con i conosciuti limiti che comunque ci sono dei filtri e qualcosa fanno passare, non sono tappi,  specialmente non possono fermare le nanoparticelle), previsto per esempio per l'impianto I Cipressi, ebbene questo tipo di abbattimento lascia da stoccare in discarica fino al 40% di residui (i fanghi del lavaggio fumi). Non stò dando i numeri, si mettono 100 Kg a bruciare e ti rimangono 40 Kg da stoccare in discariche pericolose, oltre tutto il resto disperso nell'aria dal camino. Come dire che le tue perplessità sono più che giustificate!
Mariangela Sirca

PER FORTUNA BARAK OBAMA STA CON PAUL CONNETT E NON CON NICHOLAS THEMELIS!

Il 20 aprile 2009 il Comune di Sesto F.no ha presentato lo studio per l'inserimento
paesaggistico dell'inceneritore, o "termovalorizzatore", come impropriamente
questi fans continuano a definirlo.
Nella presentazione non c'è stata traccia di una seria analisi del
"paesaggio" inteso come ecosistema, né una analisi diagnostica delle
relazioni ecologiche, territoriali, e dei flussi degli inquinanti.
Ci diranno sicuramente (e il Sindaco di Sesto in parte lo ha detto) che
quella non era la sede e non era l'obiettivo del lavoro  commissionato. In
un recente comunicato avevamo criticato che si buttassero via così tanti
soldi per "far divertire" gli studenti di Archittettura. 180.000? buttati
via (questa è la cifra comunicata a suo tempo dal Sindaco di Sesto).

Lo ripetiamo, una spesa degna di miglior causa e poco cambia se i
soldi per questo "divertissement" sono usciti da "economie di bilancio"
delle gestioni/Istituzioni, di questi tempi è un salasso molto consistente,
ingiustificato, incomprensibile.

Inoltre, molta parte delle serata è stata in realtà presa da un pittoresco
professore che promuove l'incenerimento (antagonista di Paul Connett che promuove le buone pratiche per Rifiuti Zero). Le diapositive del professore
avevano il bollo WTERT (Waste to Energy Research and Technology) organismo
internazionale che fa capo alla Columbia University che si occupa appunto di
promuovere l'incenerimento e gli inceneritori. Evidentemente convinto di
parlare a una platea di "analfabeti" in materia il professore ha pensato di
vendere la sua mercanzia illustrando schemi e funzionamenti nemmeno di
ultima generazione tanto che alla fine Marco Bottino si è sentito di dover
rettificare sulle metodiche che qui da noi verrebbero adottate prima il
conferimento al forno e la tipologia della griglia.

Un altra clamorosa "imprecisione" (chiamiamola così) è quella da lui detta e
ribadita sugli unici 2 modi con cui secondo lui si possono gestite i
"rifiuti" e cioè: incenerimento o discarica. Ha saltato a piè pari quella
che è in costante avanzata, specialmente a partire dal 2004 tanto da
disputarsela alla grande con la costruzione di nuovi inceneritori e cioè la
costruzione degli impianti a freddo di ultima generazione, finalizzati al
massimo recupero dei materiali da riciclare e produzione del biogas dalla
frazione organica (questa davvero energia rinnovabile). Questi impianti sono
meno complessi, più semplicemente manutenibili, flessibili e modulari,
costano molto meno degli inceneritori e hanno un impatto paesaggistico assai
contenuto.

Ma il professore ha gli inceneritori da vendere.  A questo scopo ha elogiato
e sciorinato le immagini dei grandi inceneritori in giro per il mondo e
specialmente il gioiello per eccellenza, l'inceneritore di Brescia. Ne ha
decantato i pregi per cui nel 2006 ottenne l'Oscar quale "migliore
inceneritore del mondo"

Quello che non ci ha detto il prof. Nicholas Themelis è che il
termodistruttore di Brescia se lo sono costruito e poi se lo sono premiato e
ora soddisfatti dell'affare ne vogliono fare altri tra cui uno sulla pelle
dei cittadini della Piana!*
"Ogni scarraffone è bello a mamma sua" ma un po' di pudore non guasterebbe,
specialmente da parte di chi ci amministra.

Per fortuna Barak Obama sta con Paul Connett e non con Nicholas Themelis ma
noi a Sesto o nella Piana  non abbiamo esemplari di specie così evolute che
ci governino, dobbiamo pensare in prima persona alla nostra salute e
preoccuparci dello spreco dei nostri soldi! **

nenna | Reply

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