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Sono dispiaciuto per l'inconveniente...

Nei giorni scorsi giustamente l’Amministrazione Sestese ha pubblicato un comunicato in cui si evidenziava lo stato della raccolta differenziata, salita nel primo trimestre del 2009 a oltre il 50%. Tenuto conto che il sistema porta-a-porta non è ancora attivo su tutto il territorio comunale è giusto fare un grosso applauso a tutti i cittadini che giornalmente si prodigano per facilitare lo smaltimento ed il riciclo dei propri rifiuti … anche se …

Il mio “se” nasce proprio dalla lettura dei dati forniti da Quadrifoglio: amici sestesi, la quota procapite di rifiuti prodotti è sopra la media, è necessario ridurla.

E fino a qui tutto bene, i cittadini hanno fatto la loro parte e sembra anche bene. Infatti il problema è più a valle. Per assurdo tutto l’impegno profuso dai cittadini potrebbe essere vanificato da una assurda realtà. Gli impianti per il recupero dei materiali sono saturi, non riescono a smaltire la mole di materiale che giornalmente viene conferito. Risultato: l’eccesso va a finire in discarica, come se noi cittadini non avessimo svolto il nostro lavoro di divisione e stoccaggio accurato. Questo non va bene e dovrebbe farci riflettere su quali dovrebbero essere le priorità. Adesso serve ultimare la raccolta porta-a-porta e contemporaneamente è necessario che le Istituzioni si assicurino di disporre degli strumenti necessari al riciclo di tutto il materiale conferito … tutto il resto viene dopo (compreso l’inceneritore). A suffragare quello che vi sto raccontando vi riporto un articolo apparso su La Nazione il 7 febbraio 2009 nella cronaca regionale:

NELLA REGIONE NON CI SONO IMPIANTI SUFFICIENTI E IL MERCATO DEL RICICLO E’ IN PICCHIATA

La differenziata è troppa, finisce in discarica

di PAOLO PELLEGRINI
— FIRENZE —
LA TOSCANA scoppia di riciclaggio. In tutta la regione si producono 2 milioni e 562mila tonnellate di rifiuti l’anno: di questi, quasi 800 mila rappresentano la raccolta differenziata, il 33,4%. Una cifra già alta che tuttavia la Regione punta a raddoppiare entro il 2020, con un obiettivo a breve assai ambizioso: 55% entro il 2010.
Ci sarebbe da andarne fieri, anche se nella classifica dei “ricicloni” la Toscana è nona. E invece è allarme. Scoppiato già a luglio, ma passato sotto silenzio. Non ci sono impianti e mercato sufficiente per i materiali ricavati dalla raccolta differenziata, che vanno così, nella quantità che non si riesce a utulizzare, a finire nelle discariche, già dichiarate in esaurimento entro il 2011. A lanciare il primo sos, in estate, fu la Revet, l’azienda a capitale misto, che raccoglie la differenziata per 231 comuni — l’equivalente di 2 milioni e 750mila toscani — quasi 100mila tonnellate del cosiddetto “multimateriale”: vetro, plastica, acciaio, alluminio e una minima parte di poliaccoppiato, materiale per imballaggi come il tetrapak. Capace, la Revet, di gestire 295 tonnellate al giorno nello stabilimento di Pontedera e 160 di vetro a Empoli. Ma trovatasi di punto in bianco con i piazzali pieni, saturi. E la situazione è peggiorato con la chiusura di Recoplast, l’azienda privata di Agliana con la mission della selezione e del riuso che tra l’altro era stata interessata a eventuali sinergie o fusioni societarie proprio con la Revet.
Cosi’ non è stato. La Revet si è beccata le bacchettate dell’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini. La necessità di ampliare gli impianti per evitare ulteriori immissioni in discarica era stata rilanciata con forza, dopo una vista alla Revet, da Paolo Marcheschi, presidente della speciale commissione d’inchiesta sui rifiuti istituita dal Consiglio regionale. Che oggi, alla luce del fallimento «Lo scenario è tutt’altro che roseo. Già questa estate il sistema è andato in tilt, l’aumento del 40% di rifiuti nelle campane di raccolta ha portato al collasso Revet e oggi con Recoplast chiusa una saturazione improvvisa porterebbe all’emergenza». Insomma, secondo Marcheschi, è del tutto inutile forzare sulla raccolta differenziata in assenza di impianti adeguati.

PERCHE’ poi, come accennato, ci si mette il mercato globale. «La crisi dei materiali riciclati non è Toscana né italiana ma mondiale: la carta che fino a qualche mese fa valeva 70 euro a tonnellata adesso vale pochi spiccioli», spiega Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel Confservizi Toscana, l’associazione regionale dele aziende di servizio pubblico. L’allarme carta è serio, oggi, aggiunge De Girolamo, il surplus mensile di carta da macero italiana è di 120mila tonnellate ma potrebbe arrivare a 200mila. Per questo «abbiamo chiesto alla Regione — dice De Girolamo — di modificare il regolamento regionale «consentendo ai gestori di realizzare stoccaggi in modo più rapido e semplice, anche in capannoni scoperti». La prospettiva è fosca, secondo Paolo Marcheschi: «La prossima estate saremo costretti a smaltire fuori regione».

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[Pensano solo all'inceneritore e l'impianto detto "Di selezione e compostaggio" di Case Passerini è rimasto l'unico costruito dopo la chiusura di S. Donnino nel 1986 con il vizio di forma invalidante che è finalizzato a produrre CDR (combustibile derivato da rifiuti) e non a massimizzare il recupero dei materiali da riutilizzare, e che cene dìsia bisogno basta vedere ai link che allego. La crisi può aver rallentato la richiesta ma per fortuna le fabbriche non chiudono in massa e per le aziende, materiali da recupero o vergini è la stessa cosa. Per muovere il mercato bisognerebbe che a partire dalle amministrazioni pubbliche, vernisse rispettata la legge che impone di acquistare almeno il 30% dei mateiali d'uso provenienti da recupero. Se ogni Comune, Provincia Regione facesse gli acquisti verdi non ci sarebbe materiale a sufficienza, altro che necessità di stoccarlo!]
18 May 2009
Si e' fermato l'aumento nella produzione dei rifiuti urbani in Italia, piu' per un cambiamento nelle abitudini che per l'effetto della crisi, ma il nostro paese e' ancora sbilanciato sulla raccolta differenziata. Questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto-programma dell' Osservatorio Nazionale Rifiuti (Onr) presentato oggi a Roma in vista del convegno di domani su ''La gestione avanzata del ciclo dei rifiuti come valorizzazione dell'ambiente e del mercato: per una societa' del riciclo in Italia e in Europa'' (…)
http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/329-1AA-8BE
Dal rapporto Fise Unire sull’Italia del recupero si legge che in alcuni settori l’uso delle materie seconde, che nascono dalla raccolta differenziata di origine urbana e non, nonché dagli sfridi di produzione, hanno superato, l’uso delle materie prime vergini e la loro domanda risulta crescente negli anni. Ma la possibilità di espansione del settore risulta tuttavia assai vasta. Infatti dal rapporto risulta che, complessivamente, la capacità di riciclaggio interno (35 milioni di tonnellate) rimane superiore alla raccolta totale di materiali dismessi in Italia, compresi gli sfridi di produzione, in quasi tutti i settori industriali. Per questo l’Italia è importatrice netta di materie seconde riciclabili. (…)
Con l’esclusione del settore della carta, che ha saturato negli ultimi anni la capacità di riciclaggio dei materiali raccolti ed è diventato esportatore netto di macero, per il riciclaggio dei metalli si ha un import netto di 5,8 milioni di tonnellate, per l’alluminio di 317 mila tonnellate, per la plastica di 385 mila tonnellate e per il vetro di oltre 240 mila tonnellate
http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/A00-0BA-C5B
…Il settore del recupero delle frazioni che provengono dalla raccolta dei rifiuti continua a crescere nel nostro paese, ma ancora non riesce a far invertire la tendenza all’importazione dall’estero di materie prime riciclate, con l’unica eccezione della carta da macero.
Il rapporto di Fise Unire su l’Italia del recupero presentato oggi a Ecomondo, ha messo in evidenza che il settore del riciclo produce ogni anno 35 milioni di tonnellate di materiali, che rappresentano un´importante fonte di sostituzione delle materie prime vergini. Di questi 7 milioni provengono dal circuito dei rifiuti urbani, circa 10 milioni dal circuito dei rifiuti speciali, 8 milioni dal settore demolizioni e costruzioni e 12 milioni da sfridi di produzione. In particolare 20 milioni sono costituiti da metalli, 5,5 da carta e cartone, 4,8 da legno, 1,8 da vetro e 1,3 da plastica. http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/raccolta-rifiuti-utenti-virtuosi-e-le.html?showComment=1243809559307#c5941071253767322036 Anonymous Anonimo 01 giugno, 2009 00:39   <$BlogItemCreate$>

Anche Scandicci vive di campagna elettorale in questo periodo. Simone Gheri, Sindaco uscente, ha avuto ieri la prima uscita con di fronte la stampa per illustrare il proprio programma di ricandidatura.

Nel discorrere è giunta anche una domanda relativa all’aeroporto di Firenze Vespucci, Gheri ha espresso il proprio favore alla collocazione parallela all’A11 della pista in modo da limitare il più possibile il sorvolo degli aerei su Scandicci …

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Il titolo di questo post ricalca quello che viene definito “uno degli obiettivi” presenti nell’accordo firmato da Provincia di Firenze e Comune di Sesto Fiorentino per la realizzazione dei “Boschi della Piana” (se ne può leggere anche sul sito istituzionale qui).
Continua poi “una zona fortemente urbanizzata come la piana Firenze-Pistoia” … quindi si crea il parco/bosco per mitigare una già provata dall’inquinamento zona urbana per poi leggere anche che questi interventi ricadono negli accordi per la realizzazione … dell’inceneritore.
Qualcosa mi sfugge … da persona semplice mi chiedo: oggi c’è un forte inquinamento per l’elevata urbanizzazione della zona, mitighiamo il tutto con un bel parco in modo da riequilibrare le cose, e poi … ci faccio l’inceneritore così ritorna tutto inquinato come prima !!! Bello … ed inutile mi viene da pensare, non voglio dire che saranno tutti soldi buttati e con nessun beneficio per la salute della gente, però ne ho forte la sensazione.
E quindi, a cosa serve tutto ciò ? Chi riesce a spiegarmelo, a me ma anche a tutti quelli che masticano poco di politichese, si perchè non può essere altro che politica mancando completamente il buonsenso, avrà la riconoscenza della collettività.

Fra parentesi, ma si è capito poi che tipo di impianto verrà realizzato ? A dicembre l’amministrazione di Campi ed i Comitati mi sembrava fossero in accordo nel dire che la migliore soluzione, al momento, fosse il TMB (leggete qui per meglio comprendere). Se avete anche altri 5 minuti da dedicare all’informazione leggete anche questo post dove si parla dell’inceneritore di Montale.

Vorrei fare anche una proposta: perchè non vincolare la realizzazione dell’inceneritore ai risultati ottenibili con la raccolta porta-a-porta ?
Cioè, facciamo la raccolta porta-a-porta, su tutto il territorio, vediamo come le cose vanno, ricicliamo VERAMENTE (ne ho sentite troppe di storie per cui in alcuni comuni d’Italia dove viene fatta raccolta differenziata e poi i vari sacchi finiscono comunque in discarica o ad impianti di incenerimento) e poi valutiamo se è il caso o meno di mettersi “in giardino” una macchina che di sicuro non sputa fiorellini profumati.

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Riguardo il tipo di impianto che poi si riduce a che tipo di forno e che tipo di tecnologia per l'abbattimento degli inquinanti in uscita, credo che il 20 di aprile scorso hanno finito per dirci tutto (vedi comunicato accluso)
Il forno è a griglia (come quello di Brescia) e probabilmente anche la parte del lavaggio fumi in realtà sarà "a secco". Questo perchè l'ing. Corti, il tecnico preferito di Gianassi, parla del 25% di residui da stoccare in discarica per l'impianto da farsi a Case Passerini. Infatti questo tipo trattamento fumi residua meno scarti -dal 25 al 35% di resti dal forno e dai filtri-, mentre l'abbattimento "a umido" degli inquinanti (più costoso e più efficace con i conosciuti limiti che comunque ci sono dei filtri e qualcosa fanno passare, non sono tappi, specialmente non possono fermare le nanoparticelle), previsto per esempio per l'impianto I Cipressi, ebbene questo tipo di abbattimento lascia da stoccare in discarica fino al 40% di residui (i fanghi del lavaggio fumi). Non stò dando i numeri, si mettono 100 Kg a bruciare e ti rimangono 40 Kg da stoccare in discariche pericolose, oltre tutto il resto disperso nell'aria dal camino. Come dire che le tue perplessità sono più che giustificate!
Mariangela Sirca

PER FORTUNA BARAK OBAMA STA CON PAUL CONNETT E NON CON NICHOLAS THEMELIS!

Il 20 aprile 2009 il Comune di Sesto F.no ha presentato lo studio per l'inserimento
paesaggistico dell'inceneritore, o "termovalorizzatore", come impropriamente
questi fans continuano a definirlo.
Nella presentazione non c'è stata traccia di una seria analisi del
"paesaggio" inteso come ecosistema, né una analisi diagnostica delle
relazioni ecologiche, territoriali, e dei flussi degli inquinanti.
Ci diranno sicuramente (e il Sindaco di Sesto in parte lo ha detto) che
quella non era la sede e non era l'obiettivo del lavoro commissionato. In
un recente comunicato avevamo criticato che si buttassero via così tanti
soldi per "far divertire" gli studenti di Archittettura. 180.000? buttati
via (questa è la cifra comunicata a suo tempo dal Sindaco di Sesto).

Lo ripetiamo, una spesa degna di miglior causa e poco cambia se i
soldi per questo "divertissement" sono usciti da "economie di bilancio"
delle gestioni/Istituzioni, di questi tempi è un salasso molto consistente,
ingiustificato, incomprensibile.

Inoltre, molta parte delle serata è stata in realtà presa da un pittoresco
professore che promuove l'incenerimento (antagonista di Paul Connett che promuove le buone pratiche per Rifiuti Zero). Le diapositive del professore
avevano il bollo WTERT (Waste to Energy Research and Technology) organismo
internazionale che fa capo alla Columbia University che si occupa appunto di
promuovere l'incenerimento e gli inceneritori. Evidentemente convinto di
parlare a una platea di "analfabeti" in materia il professore ha pensato di
vendere la sua mercanzia illustrando schemi e funzionamenti nemmeno di
ultima generazione tanto che alla fine Marco Bottino si è sentito di dover
rettificare sulle metodiche che qui da noi verrebbero adottate prima il
conferimento al forno e la tipologia della griglia.

Un altra clamorosa "imprecisione" (chiamiamola così) è quella da lui detta e
ribadita sugli unici 2 modi con cui secondo lui si possono gestite i
"rifiuti" e cioè: incenerimento o discarica. Ha saltato a piè pari quella
che è in costante avanzata, specialmente a partire dal 2004 tanto da
disputarsela alla grande con la costruzione di nuovi inceneritori e cioè la
costruzione degli impianti a freddo di ultima generazione, finalizzati al
massimo recupero dei materiali da riciclare e produzione del biogas dalla
frazione organica (questa davvero energia rinnovabile). Questi impianti sono
meno complessi, più semplicemente manutenibili, flessibili e modulari,
costano molto meno degli inceneritori e hanno un impatto paesaggistico assai
contenuto.

Ma il professore ha gli inceneritori da vendere. A questo scopo ha elogiato
e sciorinato le immagini dei grandi inceneritori in giro per il mondo e
specialmente il gioiello per eccellenza, l'inceneritore di Brescia. Ne ha
decantato i pregi per cui nel 2006 ottenne l'Oscar quale "migliore
inceneritore del mondo"

Quello che non ci ha detto il prof. Nicholas Themelis è che il
termodistruttore di Brescia se lo sono costruito e poi se lo sono premiato e
ora soddisfatti dell'affare ne vogliono fare altri tra cui uno sulla pelle
dei cittadini della Piana!*
"Ogni scarraffone è bello a mamma sua" ma un po' di pudore non guasterebbe,
specialmente da parte di chi ci amministra.

Per fortuna Barak Obama sta con Paul Connett e non con Nicholas Themelis ma
noi a Sesto o nella Piana non abbiamo esemplari di specie così evolute che
ci governino, dobbiamo pensare in prima persona alla nostra salute e
preoccuparci dello spreco dei nostri soldi! ** http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/miglioramento-della-qualita-dellaria.html?showComment=1241823300000#c1635481037128954124 Blogger nenna 09 maggio, 2009 00:55   <$BlogItemCreate$> Questo post è stato eliminato da un amministratore del blog. http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/miglioramento-della-qualita-dellaria.html?showComment=1241877540000#c2784831520257812690 Blogger nenna 09 maggio, 2009 15:59   <$BlogItemCreate$> chiedo aiuto a Sanghino, la mia pw è finita in testa all'ultimo commento! http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/miglioramento-della-qualita-dellaria.html?showComment=1241878200000#c5686301732962203215 Blogger nenna 09 maggio, 2009 16:10   <$BlogItemCreate$> Ho rimosso il tuo commento (mi dispiace se ci ho messo troppo tempo) ... se vuoi riproporlo.
Grazie e ciao http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/miglioramento-della-qualita-dellaria.html?showComment=1242205800000#c2799184466711779182 Blogger Sanghino 13 maggio, 2009 11:10   <$BlogItemCreate$>

Peretola1 Così titola oggi La Nazione illustrando il progetto allo studio del Consiglio Regionale e, viene aggiunto poi, “possibile prevedere anche lo Stadio”. Tutto questo ovviamente cozza con quello che fino ad oggi ha proposto l’Amministrazione Sestese.Peretola2

Da una parte mi è abbastanza semplice comprendere perché la Regione “spinga” per uno sviluppo del Vespucci (Turismo, Commercio, riclassificazione degli scali italiani, ecc.), mi è meno comprensibile il motivo di una cosi ferma posizione da parte di Sesto Fiorentino. Certo io credo che molti dei residenti di Quinto sarebbero ben lieti di non “salutare” più tutte quelle persone che lasciano Firenze sorvolando le loro teste.

Certo è che Sesto Fiorentino ha meno interesse dal punto di vista turistico, ma ciò non credo giustifichi la posizione, se poi la Regione assicura che il Parco della Piana non subirà particolari ridimensionamenti, allora dico io, parliamone. Consideriamo poi che l’area attualmente occupata dalla pista con molte probabilità verrà recuperata e potrebbe finire per compensare lo spazio perso per la nuova collocazione.

Rimango comunque ancora perplesso, mi piacerebbe conoscere meglio le motivazioni. Qualcuno ne sa di più ?

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Mi sembra folle ampliare l'aeroporto di Firenze, quando a 100km c'è il Galileo Galilei, un aeroporto internazionale ben organizzato e servito addirittura dalla Ferrovia. L'aeroporto di FIrenze è servito a malapena da un autobus e dai pochi e costosi taxi che circolano a Firenze. L'unico inconveniente è che treni diretti da Pisa-Aeroporto a Firenze e viceversa scarseggiano. E pensare che una volta si poteva fare il check-in per l'aeroporto di Pisa alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. Eppure basterebbe poco... una seria politica di razionalizzazione, collegamento e gestione unitaria degli aeroporti toscani per evitare sovrapposizioni e migliorare il servizio riducendo i costi. http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/pista-parallela-e-parco-verde-si.html?showComment=1241530200000#c1520373101452326574 Anonymous kakkola 05 maggio, 2009 15:30   <$BlogItemCreate$> Scusa Kakkola (simpatico il nick ;), io penso che riposizionare la pista di Peretola serva per prima cosa a rendere più sicuro l'aeroporto e secondo a rendere la vita degli abitanti di certe zone di Firenze e Sesto più tranquilla. Aggiungere qualche metro di pista non può che rendere più agevole e sicura l'attività che già viene svolta.
Quello che poi volevo sottolineare è che la Regione mi sembra vada in controtendenza rispetto a quanto per esempio espresso dal Sindaco di Sesto.
Il problema dei collegamenti con il Galilei di Pisa è più che mai attuale e, nel tuo discorso di razionalizzazione, deve essere obbligatoriamente affrontato.
A questo punto però mi sorge un ulteriore quesito: perchè la Regione non vira pesantemente su Pisa, ma bensì lascia aperte entrambe le soluzioni ?

Ciao e grazie per il tuo intervento http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/pista-parallela-e-parco-verde-si.html?showComment=1241542740000#c6391886359803114491 Blogger Sanghino 05 maggio, 2009 18:59   <$BlogItemCreate$> quindi, facciamo il punto: in una striscia di terra larga più o meno un kilometro avremo tratto
1- finale dell' autostrada A11 e innesto con l'A1 a tre corsie
2- tratto finale della Perfetti Ricasoli
3- pista dell'aereoporto
4- inceneritore
5- discarica di case passerini (che per oltre 50 anni dovrebbe continuare a emettere co2)
6- nuovo stadio
7- scuola sottufficiali carabinieri
8 - tratto esterno dell'alta velocità prima dell'ingresso nel tunnel di monte morello

mi sembra ridicolo incastrarci in mezzo a tutto questo il parco della piana.
che significato ha?
una vera e propria presa in giro, un contentino per l'anima verde ed illusa della popolazione da parte dei governati locali.
intendiamoci, io sono favorevole al parco e quindi chiuderei completamente l'areoporto di peretola e potenzierei i collegamenti con quello di pisa. malpensa dista da milano lo stesso tempo che lo scalo di pisa dista da firenze, ma figuriamoci se le solite cordate di potere ed economiche che stanno dietro agli interessi locali, compreso l'aereoporto, saranno disponibili anche solo ad immaginare uno scenario del genere.
di fatto esiste già un area metropolitana che parte da bagno a ripoli, almeno, e finisce a pistoia, con oltre un milione di abitanti, in mezzo a loro si incastrano tutte queste belle cose, prime fra tutte l'incenneritore.......
il problema è che in italia, ed anche in toscana, purtroppo, il bene collettivo è una incredibile mediazione tra tutti gli interessi possibili ed immaginabili, con il risultato che vediamo tutti i giorni per ogni servizio; non funziona, funziona male, non è il bene collettivo, costa il triplo che in francia ed in germania e ci vuole il tripo del tempo per realizzarla.
alois http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/pista-parallela-e-parco-verde-si.html?showComment=1243241478787#c8566441032118144268 Anonymous Anonimo 25 maggio, 2009 10:51   <$BlogItemCreate$>

A me fa sempre un certo effetto guardare il corteo storico con tutti i figuranti e poi la partita ... Rivivere in questi attimi la Storia Fiorentina fatta da eccellenza assoluta …

Raccolta Calcio Storico Fiorentino

Buon divertimento !!

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… Oggi sospenderò qualsiasi aggiornamento di questo e degli altri miei blog come piccolo segno di solidarietà per le persone vittime del sisma che ha colpito la zona de L’Aquila.

Un pensiero a tutte quelle famiglie che hanno perso i propri cari e le proprie case.

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la vita continua per fortuna che dite si può riprendere? http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/04/nel-mio-piccolo.html?showComment=1240514640000#c474318825468503119 Anonymous Mariangela 23 aprile, 2009 21:24   <$BlogItemCreate$> Con un po' di ritardo .... ma riprendiamo !!! http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/04/nel-mio-piccolo.html?showComment=1241340000000#c8376056422364684351 Blogger Sanghino 03 maggio, 2009 10:40   <$BlogItemCreate$>

Per chi non lo conoscesse, il servizio StreetView è offerto da Google e permette, attraverso Google Mpas, di poter “vedere” le strade che se ci trovassimo li. Di recente sono state aggiunte anche le prime strade di Sesto Fiorentino, e qui vi segnalo il link da dove poter iniziare la vostra navigazione: Sesto StreetView.

Vi ricordo che il servizio si avvale di un algoritmo automatico che oscura volti e targhe automobilistiche, nel caso riscontrate anomalie nella stessa pagina c’è il link per effettuare la segnalazione a Google stesso. Da li a breve, dopo riscontro effettivo da parte del loro staff, la foto segnalata verrà rimossa e/o oscurata nelle parti “sensibili”.

StreetViewSesto

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