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Sono dispiaciuto per l'inconveniente...
Nei giorni scorsi giustamente l’Amministrazione Sestese ha pubblicato un comunicato in cui si evidenziava lo stato della raccolta differenziata, salita nel primo trimestre del 2009 a oltre il 50%. Tenuto conto che il sistema porta-a-porta non è ancora attivo su tutto il territorio comunale è giusto fare un grosso applauso a tutti i cittadini che giornalmente si prodigano per facilitare lo smaltimento ed il riciclo dei propri rifiuti … anche se …
Il mio “se” nasce proprio dalla lettura dei dati forniti da Quadrifoglio: amici sestesi, la quota procapite di rifiuti prodotti è sopra la media, è necessario ridurla.
E fino a qui tutto bene, i cittadini hanno fatto la loro parte e sembra anche bene. Infatti il problema è più a valle. Per assurdo tutto l’impegno profuso dai cittadini potrebbe essere vanificato da una assurda realtà. Gli impianti per il recupero dei materiali sono saturi, non riescono a smaltire la mole di materiale che giornalmente viene conferito. Risultato: l’eccesso va a finire in discarica, come se noi cittadini non avessimo svolto il nostro lavoro di divisione e stoccaggio accurato. Questo non va bene e dovrebbe farci riflettere su quali dovrebbero essere le priorità. Adesso serve ultimare la raccolta porta-a-porta e contemporaneamente è necessario che le Istituzioni si assicurino di disporre degli strumenti necessari al riciclo di tutto il materiale conferito … tutto il resto viene dopo (compreso l’inceneritore). A suffragare quello che vi sto raccontando vi riporto un articolo apparso su La Nazione il 7 febbraio 2009 nella cronaca regionale:
NELLA REGIONE NON CI SONO IMPIANTI SUFFICIENTI E IL MERCATO DEL RICICLO E’ IN PICCHIATA
La differenziata è troppa, finisce in discarica
di PAOLO PELLEGRINI
— FIRENZE —
LA TOSCANA scoppia di riciclaggio. In tutta la regione si producono 2 milioni e 562mila tonnellate di rifiuti l’anno: di questi, quasi 800 mila rappresentano la raccolta differenziata, il 33,4%. Una cifra già alta che tuttavia la Regione punta a raddoppiare entro il 2020, con un obiettivo a breve assai ambizioso: 55% entro il 2010.
Ci sarebbe da andarne fieri, anche se nella classifica dei “ricicloni” la Toscana è nona. E invece è allarme. Scoppiato già a luglio, ma passato sotto silenzio. Non ci sono impianti e mercato sufficiente per i materiali ricavati dalla raccolta differenziata, che vanno così, nella quantità che non si riesce a utulizzare, a finire nelle discariche, già dichiarate in esaurimento entro il 2011. A lanciare il primo sos, in estate, fu la Revet, l’azienda a capitale misto, che raccoglie la differenziata per 231 comuni — l’equivalente di 2 milioni e 750mila toscani — quasi 100mila tonnellate del cosiddetto “multimateriale”: vetro, plastica, acciaio, alluminio e una minima parte di poliaccoppiato, materiale per imballaggi come il tetrapak. Capace, la Revet, di gestire 295 tonnellate al giorno nello stabilimento di Pontedera e 160 di vetro a Empoli. Ma trovatasi di punto in bianco con i piazzali pieni, saturi. E la situazione è peggiorato con la chiusura di Recoplast, l’azienda privata di Agliana con la mission della selezione e del riuso che tra l’altro era stata interessata a eventuali sinergie o fusioni societarie proprio con la Revet.
Cosi’ non è stato. La Revet si è beccata le bacchettate dell’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini. La necessità di ampliare gli impianti per evitare ulteriori immissioni in discarica era stata rilanciata con forza, dopo una vista alla Revet, da Paolo Marcheschi, presidente della speciale commissione d’inchiesta sui rifiuti istituita dal Consiglio regionale. Che oggi, alla luce del fallimento «Lo scenario è tutt’altro che roseo. Già questa estate il sistema è andato in tilt, l’aumento del 40% di rifiuti nelle campane di raccolta ha portato al collasso Revet e oggi con Recoplast chiusa una saturazione improvvisa porterebbe all’emergenza». Insomma, secondo Marcheschi, è del tutto inutile forzare sulla raccolta differenziata in assenza di impianti adeguati.PERCHE’ poi, come accennato, ci si mette il mercato globale. «La crisi dei materiali riciclati non è Toscana né italiana ma mondiale: la carta che fino a qualche mese fa valeva 70 euro a tonnellata adesso vale pochi spiccioli», spiega Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel Confservizi Toscana, l’associazione regionale dele aziende di servizio pubblico. L’allarme carta è serio, oggi, aggiunge De Girolamo, il surplus mensile di carta da macero italiana è di 120mila tonnellate ma potrebbe arrivare a 200mila. Per questo «abbiamo chiesto alla Regione — dice De Girolamo — di modificare il regolamento regionale «consentendo ai gestori di realizzare stoccaggi in modo più rapido e semplice, anche in capannoni scoperti». La prospettiva è fosca, secondo Paolo Marcheschi: «La prossima estate saremo costretti a smaltire fuori regione».
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[Pensano solo all'inceneritore e l'impianto detto "Di selezione e compostaggio" di Case Passerini è rimasto l'unico costruito dopo la chiusura di S. Donnino nel 1986 con il vizio di forma invalidante che è finalizzato a produrre CDR (combustibile derivato da rifiuti) e non a massimizzare il recupero dei materiali da riutilizzare, e che cene dìsia bisogno basta vedere ai link che allego. La crisi può aver rallentato la richiesta ma per fortuna le fabbriche non chiudono in massa e per le aziende, materiali da recupero o vergini è la stessa cosa. Per muovere il mercato bisognerebbe che a partire dalle amministrazioni pubbliche, vernisse rispettata la legge che impone di acquistare almeno il 30% dei mateiali d'uso provenienti da recupero. Se ogni Comune, Provincia Regione facesse gli acquisti verdi non ci sarebbe materiale a sufficienza, altro che necessità di stoccarlo!]Anche Scandicci vive di campagna elettorale in questo periodo. Simone Gheri, Sindaco uscente, ha avuto ieri la prima uscita con di fronte la stampa per illustrare il proprio programma di ricandidatura.
Nel discorrere è giunta anche una domanda relativa all’aeroporto di Firenze Vespucci, Gheri ha espresso il proprio favore alla collocazione parallela all’A11 della pista in modo da limitare il più possibile il sorvolo degli aerei su Scandicci …
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Il titolo di questo post ricalca quello che viene definito “uno degli obiettivi” presenti nell’accordo firmato da Provincia di Firenze e Comune di Sesto Fiorentino per la realizzazione dei “Boschi della Piana” (se ne può leggere anche sul sito istituzionale qui).
Continua poi “una zona fortemente urbanizzata come la piana Firenze-Pistoia” … quindi si crea il parco/bosco per mitigare una già provata dall’inquinamento zona urbana per poi leggere anche che questi interventi ricadono negli accordi per la realizzazione … dell’inceneritore.
Qualcosa mi sfugge … da persona semplice mi chiedo: oggi c’è un forte inquinamento per l’elevata urbanizzazione della zona, mitighiamo il tutto con un bel parco in modo da riequilibrare le cose, e poi … ci faccio l’inceneritore così ritorna tutto inquinato come prima !!! Bello … ed inutile mi viene da pensare, non voglio dire che saranno tutti soldi buttati e con nessun beneficio per la salute della gente, però ne ho forte la sensazione.
E quindi, a cosa serve tutto ciò ? Chi riesce a spiegarmelo, a me ma anche a tutti quelli che masticano poco di politichese, si perchè non può essere altro che politica mancando completamente il buonsenso, avrà la riconoscenza della collettività.
Fra parentesi, ma si è capito poi che tipo di impianto verrà realizzato ? A dicembre l’amministrazione di Campi ed i Comitati mi sembrava fossero in accordo nel dire che la migliore soluzione, al momento, fosse il TMB (leggete qui per meglio comprendere). Se avete anche altri 5 minuti da dedicare all’informazione leggete anche questo post dove si parla dell’inceneritore di Montale.
Vorrei fare anche una proposta: perchè non vincolare la realizzazione dell’inceneritore ai risultati ottenibili con la raccolta porta-a-porta ?
Cioè, facciamo la raccolta porta-a-porta, su tutto il territorio, vediamo come le cose vanno, ricicliamo VERAMENTE (ne ho sentite troppe di storie per cui in alcuni comuni d’Italia dove viene fatta raccolta differenziata e poi i vari sacchi finiscono comunque in discarica o ad impianti di incenerimento) e poi valutiamo se è il caso o meno di mettersi “in giardino” una macchina che di sicuro non sputa fiorellini profumati.
Etichette: ambiente, inceneritore, inquinamento, opere pubbliche, presentazione, proposte, raccolta differenziata, rifiuti
Riguardo il tipo di impianto che poi si riduce a che tipo di forno e che tipo di tecnologia per l'abbattimento degli inquinanti in uscita, credo che il 20 di aprile scorso hanno finito per dirci tutto (vedi comunicato accluso)
Così titola oggi La Nazione illustrando il progetto allo studio del Consiglio Regionale e, viene aggiunto poi, “possibile prevedere anche lo Stadio”. Tutto questo ovviamente cozza con quello che fino ad oggi ha proposto l’Amministrazione Sestese.![]()
Da una parte mi è abbastanza semplice comprendere perché la Regione “spinga” per uno sviluppo del Vespucci (Turismo, Commercio, riclassificazione degli scali italiani, ecc.), mi è meno comprensibile il motivo di una cosi ferma posizione da parte di Sesto Fiorentino. Certo io credo che molti dei residenti di Quinto sarebbero ben lieti di non “salutare” più tutte quelle persone che lasciano Firenze sorvolando le loro teste.
Certo è che Sesto Fiorentino ha meno interesse dal punto di vista turistico, ma ciò non credo giustifichi la posizione, se poi la Regione assicura che il Parco della Piana non subirà particolari ridimensionamenti, allora dico io, parliamone. Consideriamo poi che l’area attualmente occupata dalla pista con molte probabilità verrà recuperata e potrebbe finire per compensare lo spazio perso per la nuova collocazione.
Rimango comunque ancora perplesso, mi piacerebbe conoscere meglio le motivazioni. Qualcuno ne sa di più ?
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Mi sembra folle ampliare l'aeroporto di Firenze, quando a 100km c'è il Galileo Galilei, un aeroporto internazionale ben organizzato e servito addirittura dalla Ferrovia. L'aeroporto di FIrenze è servito a malapena da un autobus e dai pochi e costosi taxi che circolano a Firenze. L'unico inconveniente è che treni diretti da Pisa-Aeroporto a Firenze e viceversa scarseggiano. E pensare che una volta si poteva fare il check-in per l'aeroporto di Pisa alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. Eppure basterebbe poco... una seria politica di razionalizzazione, collegamento e gestione unitaria degli aeroporti toscani per evitare sovrapposizioni e migliorare il servizio riducendo i costi. http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/05/pista-parallela-e-parco-verde-si.html?showComment=1241530200000#c1520373101452326574 05 maggio, 2009 15:30 <$BlogItemCreate$> Scusa Kakkola (simpatico il nick ;), io penso che riposizionare la pista di Peretola serva per prima cosa a rendere più sicuro l'aeroporto e secondo a rendere la vita degli abitanti di certe zone di Firenze e Sesto più tranquilla. Aggiungere qualche metro di pista non può che rendere più agevole e sicura l'attività che già viene svolta.A me fa sempre un certo effetto guardare il corteo storico con tutti i figuranti e poi la partita ... Rivivere in questi attimi la Storia Fiorentina fatta da eccellenza assoluta …
Raccolta Calcio Storico Fiorentino
Buon divertimento !!
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… Oggi sospenderò qualsiasi aggiornamento di questo e degli altri miei blog come piccolo segno di solidarietà per le persone vittime del sisma che ha colpito la zona de L’Aquila.
Un pensiero a tutte quelle famiglie che hanno perso i propri cari e le proprie case.
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la vita continua per fortuna che dite si può riprendere? http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/04/nel-mio-piccolo.html?showComment=1240514640000#c474318825468503119 23 aprile, 2009 21:24 <$BlogItemCreate$> Con un po' di ritardo .... ma riprendiamo !!! http://www.sestofiorentino.info/blogger/2009/04/nel-mio-piccolo.html?showComment=1241340000000#c8376056422364684351 Sanghino 03 maggio, 2009 10:40 <$BlogItemCreate$>Per chi non lo conoscesse, il servizio StreetView è offerto da Google e permette, attraverso Google Mpas, di poter “vedere” le strade che se ci trovassimo li. Di recente sono state aggiunte anche le prime strade di Sesto Fiorentino, e qui vi segnalo il link da dove poter iniziare la vostra navigazione: Sesto StreetView.
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