Raccolta rifiuti: utenti virtuosi e le istituzioni ?

by Sanghino 14. maggio 2009 16:06

Nei giorni scorsi giustamente l'Amministrazione Sestese ha pubblicato un comunicato in cui si evidenziava lo stato della raccolta differenziata, salita nel primo trimestre del 2009 a oltre il 50%. Tenuto conto che il sistema porta-a-porta non è ancora attivo su tutto il territorio comunale è giusto fare un grosso applauso a tutti i cittadini che giornalmente si prodigano per facilitare lo smaltimento ed il riciclo dei propri rifiuti ... anche se ...

Il mio "se" nasce proprio dalla lettura dei dati forniti da Quadrifoglio: amici sestesi, la quota procapite di rifiuti prodotti è sopra la media, è necessario ridurla!

E fino a qui quasi tutto bene, i cittadini hanno fatto la loro parte e sembra anche bene. Infatti il problema è più a valle. Per assurdo tutto l'impegno profuso dai cittadini potrebbe essere vanificato da una assurda realtà. Gli impianti per il recupero dei materiali sono saturi, non riescono a smaltire la mole di materiale che giornalmente viene conferito. Risultato: l'eccesso va a finire in discarica, come se noi cittadini non avessimo svolto il nostro lavoro di divisione e stoccaggio accurato. Questo non va bene e dovrebbe farci riflettere su quali dovrebbero essere le priorità. Adesso serve ultimare la raccolta porta-a-porta e contemporaneamente è necessario che le Istituzioni si assicurino di disporre degli strumenti necessari al riciclo di tutto il materiale conferito ... tutto il resto viene dopo (compreso l'inceneritore). A suffragare quello che vi sto raccontando vi riporto un articolo apparso su La Nazione il 7 febbraio 2009 nella cronaca regionale:

NELLA REGIONE NON CI SONO IMPIANTI SUFFICIENTI E IL MERCATO DEL RICICLO E' IN PICCHIATA

La differenziata è troppa, finisce in discarica

di PAOLO PELLEGRINI
- FIRENZE -
LA TOSCANA scoppia di riciclaggio. In tutta la regione si producono 2 milioni e 562mila tonnellate di rifiuti l'anno: di questi, quasi 800 mila rappresentano la raccolta differenziata, il 33,4%. Una cifra già alta che tuttavia la Regione punta a raddoppiare entro il 2020, con un obiettivo a breve assai ambizioso: 55% entro il 2010.
Ci sarebbe da andarne fieri, anche se nella classifica dei "ricicloni" la Toscana è nona. E invece è allarme. Scoppiato già a luglio, ma passato sotto silenzio. Non ci sono impianti e mercato sufficiente per i materiali ricavati dalla raccolta differenziata, che vanno così, nella quantità che non si riesce a utulizzare, a finire nelle discariche, già dichiarate in esaurimento entro il 2011. A lanciare il primo sos, in estate, fu la Revet, l'azienda a capitale misto, che raccoglie la differenziata per 231 comuni "l'equivalente di 2 milioni e 750mila toscani" quasi 100mila tonnellate del cosiddetto "multimateriale": vetro, plastica, acciaio, alluminio e una minima parte di poliaccoppiato, materiale per imballaggi come il tetrapak. Capace, la Revet, di gestire 295 tonnellate al giorno nello stabilimento di Pontedera e 160 di vetro a Empoli. Ma trovatasi di punto in bianco con i piazzali pieni, saturi. E la situazione è peggiorato con la chiusura di Recoplast, l'azienda privata di Agliana con la mission della selezione e del riuso che tra l'altro era stata interessata a eventuali sinergie o fusioni societarie proprio con la Revet.
Così non è stato. La Revet si è beccata le bacchettate dell'assessore regionale all'Ambiente, Anna Rita Bramerini. La necessità di ampliare gli impianti per evitare ulteriori immissioni in discarica era stata rilanciata con forza, dopo una vista alla Revet, da Paolo Marcheschi, presidente della speciale commissione d'inchiesta sui rifiuti istituita dal Consiglio regionale. Che oggi, alla luce del fallimento "Lo scenario è tutt'altro che roseo. Già  questa estate il sistema è andato in tilt, l'aumento del 40% di rifiuti nelle campane di raccolta ha portato al collasso Revet e oggi con Recoplast chiusa una saturazione improvvisa porterebbe all'emergenza". Insomma, secondo Marcheschi, è del tutto inutile forzare sulla raccolta differenziata in assenza di impianti adeguati.

PERCHE' poi, come accennato, ci si mette il mercato globale. "La crisi dei materiali riciclati non è Toscana né italiana ma mondiale: la carta che fino a qualche mese fa valeva 70 euro a tonnellata adesso vale pochi spiccioli", spiega Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel Confservizi Toscana, l'associazione regionale dele aziende di servizio pubblico."L'allarme carta è serio, oggi," aggiunge De Girolamo", il surplus mensile di carta da macero italiana è di 120mila tonnellate ma potrebbe arrivare a 200mila. Per questo abbiamo chiesto alla Regione" dice De Girolamo "di modificare il regolamento regionale consentendo ai gestori di realizzare stoccaggi in modo più rapido e semplice, anche in capannoni scoperti". La prospettiva è fosca, secondo Paolo Marcheschi: "La prossima estate saremo costretti a smaltire fuori regione".

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